NEWS, ARTICOLI, RICERCHE:

DEPRESSIONE.

NEWS, ARTICOLI, RICERCHE:

DEPRESSIONE.

NEWS, ARTICOLI, RICERCHE:

DEPRESSIONE.

Studio Magis – Psicologo Lecco. Depressione: sintomi, cause e come comprenderla davvero.

Quando il mondo perde colore e significato.

 

«Il tempo è divenire, slancio verso l’avvenire» — Eugène Minkowski, Le temps vécu (1933)

 

La depressione è una delle esperienze umane più dolorose e misteriose, perché coinvolge il modo stesso con cui una persona abita il mondo. Con queste parole, che sintetizzano il pensiero di Eugenio Borgna e di altri autori, possiamo avvicinarci a una dimensione della sofferenza psicologica che non riguarda soltanto l’umore, ma il rapporto complessivo che una persona ha con sé stessa, con gli altri e con il tempo della propria vita.

Parlare di depressione significa infatti incontrare una condizione complessa, nella quale il dolore emotivo può intrecciarsi con modificazioni del sonno, dell’energia, del corpo, dei pensieri e delle relazioni. La depressione non è semplicemente “essere tristi” e non coincide con un momento di scoraggiamento passeggero: è un’esperienza che può modificare profondamente il modo in cui una persona percepisce sé stessa e ciò che la circonda.

Comprendere la depressione richiede quindi due sguardi complementari: da una parte quello clinico, necessario per riconoscere i sintomi e intervenire in modo efficace; dall’altra quello umano e fenomenologico, che permette di avvicinarsi al significato che questa esperienza assume nella storia personale di chi la attraversa. Questi due sguardi trovano un punto di incontro all’interno di un percorso di sostegno psicologico che utilizzi un approccio ben preciso, di tipo fenomenologico.

Che cos’è la depressione?

Dal punto di vista clinico, la depressione è un disturbo dell’umore caratterizzato dalla presenza persistente di tristezza, perdita di interesse o piacere verso attività prima considerate significative, disturbi del sonno, astenia, alterazioni del funzionamento quotidiano e una serie di cambiamenti emotivi, cognitivi e fisici.

Il disturbo depressivo maggiore, nella sua forma più conosciuta, viene generalmente identificato attraverso un insieme di sintomi che devono essere presenti per un determinato periodo di tempo e avere un impatto significativo sulla vita della persona.

Tuttavia, descrivere la depressione soltanto attraverso un elenco di sintomi rischia di non restituire completamente ciò che accade nella vita di chi soffre.

La persona depressa spesso non vive soltanto una diminuzione dell’umore: può sperimentare una trasformazione del proprio modo di stare nel mondo. Ciò che prima appariva familiare può diventare distante, faticoso o privo di significato. Il futuro può perdere la sua capacità di aprire a nuove possibilità, il presente può essere vissuto come pesante e il passato può essere attraversato da rimpianti o sentimenti di colpa.

Nella prospettiva fenomenologica, sviluppata da autori come Ludwig Binswanger ed Eugenio Borgna e approfondita in ambito contemporaneo da Giovanni Stanghellini, la depressione viene osservata anche come una modificazione dell’esperienza vissuta: cambia il modo in cui il tempo viene percepito, il modo in cui il corpo viene sentito e il modo in cui la persona entra in relazione con gli altri.

Depressione e tristezza: qual è la differenza?

La tristezza è un’emozione naturale, spesso collegata a una perdita, una delusione o una difficoltà. È una risposta umana che, pur essendo dolorosa, può avere una funzione: permette di elaborare ciò che è accaduto e di adattarsi a nuove condizioni di vita.

La depressione, invece, tende a coinvolgere una dimensione più ampia e persistente dell’esistenza.

Chi attraversa una fase depressiva può non riuscire più a trovare sollievo nelle attività abituali, può sentirsi “svuotato” anche in assenza di un evento specifico, può percepire una distanza dagli altri e una riduzione della propria capacità di desiderare.

Una delle caratteristiche più profonde dell’esperienza depressiva è proprio la perdita di quella spontaneità con cui normalmente ci si rivolge alla vita: ciò che prima sembrava possibile può apparire irraggiungibile, ciò che prima aveva valore può sembrare improvvisamente privo di significato.

I sintomi della depressione.

La depressione può manifestarsi attraverso diversi segnali. Non tutte le persone presentano gli stessi sintomi e la loro intensità può variare molto da individuo a individuo.

Per questo motivo è importante considerare non soltanto la presenza di singoli segnali, ma il modo in cui essi modificano il funzionamento complessivo della persona.

Sintomi fisici della depressione:

La depressione coinvolge anche il corpo. Tra le manifestazioni più comuni troviamo:

  • stanchezza persistente, mancanza di forza e di energia (astenia);
  • alterazioni del sonno (insonnia o aumento del bisogno di dormire);
  • cambiamenti dell’appetito;
  • rallentamento o agitazione psicomotoria;
  • riduzione del desiderio sessuale;
  • dolori fisici o disturbi somatici senza una causa organica evidente.

Il corpo, nella depressione, non è semplicemente un “luogo” in cui compaiono sintomi: spesso diventa il modo attraverso cui la sofferenza trova espressione.

Sintomi psicologici e cognitivi della depressione:

Tra i sintomi più frequenti troviamo:

  • tristezza persistente o senso di vuoto;
  • perdita di interesse o piacere nelle attività quotidiane;
  • senso di inutilità o colpa eccessiva;
  • auto-svalutazione;
  • difficoltà nel provare emozioni positive;
  • difficoltà a concentrarsi;
  • rallentamento nei processi decisionali;
  • irritabilità o maggiore sensibilità emotiva;
  • senso di impotenza rispetto alle difficoltà;
  • percezione negativa di sé stessi, del presente e del proprio futuro;

Molte persone descrivono la depressione come una condizione in cui “qualcosa si spegne”: non necessariamente scompare la capacità di comprendere razionalmente ciò che accade, ma viene meno il coinvolgimento emotivo verso ciò che prima dava energia e direzione.

Un aspetto particolarmente significativo riguarda il modo in cui la persona depressa può arrivare a costruire una narrazione negativa di sé: non si limita a pensare di aver attraversato un momento difficile, ma può arrivare a percepirsi come una persona incapace, inadeguata o priva di valore.

Secondo una prospettiva costruttivista, collegata al pensiero di George Kelly e agli sviluppi successivi della psicologia costruttivista, l’esperienza depressiva può essere compresa anche come una crisi nei modi attraverso cui la persona organizza e interpreta la propria esperienza. I significati abituali con cui aveva dato ordine alla propria vita possono non essere più sufficienti per affrontare ciò che è accaduto.

In questo senso, il lavoro psicologico non riguarda soltanto la riduzione dei sintomi, ma anche la possibilità di costruire nuovi significati e nuove modalità di rapporto con sé stessi e con il mondo.

Sintomi comportamentali:

La depressione può modificare anche il comportamento e il modo di vivere le relazioni.

Alcuni segnali frequenti sono:

  • riduzione delle attività quotidiane;
  • isolamento sociale;
  • difficoltà a prendersi cura di sé;
  • rinuncia progressiva a interessi e passioni;
  • diminuzione delle iniziative personali;
  • maggiore difficoltà nel mantenere impegni lavorativi o familiari.

Spesso si crea un circolo che tende ad alimentare la sofferenza: la mancanza di energia porta a fare meno esperienze, la riduzione delle esperienze positive aumenta il senso di vuoto e questo rende ancora più difficile riattivarsi.

Per questo motivo la depressione non va interpretata come una semplice “mancanza di volontà”. La persona può desiderare profondamente di cambiare la propria situazione, ma sentire di non avere le risorse interne per farlo.

Le cause della depressione: tra vulnerabilità, esperienze e significati personali.

Non esiste una singola causa della depressione. Nella maggior parte dei casi, questa condizione nasce dall’interazione di diversi elementi: caratteristiche individuali, eventi di vita, relazioni significative, condizioni ambientali e modalità personali di attribuire significato alle esperienze.

Tra i principali fattori coinvolti troviamo:

Fattori biologici:

La ricerca clinica ha evidenziato il ruolo di diversi aspetti biologici nella depressione, tra cui la vulnerabilità genetica, i cambiamenti nei sistemi neurobiologici coinvolti nella regolazione dell’umore e l’interazione tra corpo e ambiente.

Questi elementi possono aumentare la predisposizione di una persona a sviluppare un episodio depressivo, ma non spiegano da soli l’intera esperienza depressiva.

La sofferenza psicologica, infatti, non può essere compresa esclusivamente osservando ciò che accade all’interno dell’organismo: riguarda sempre una persona inserita nella propria storia, nelle proprie relazioni e nel proprio contesto di vita.

Eventi di vita e momenti di crisi:

La depressione può emergere in seguito a esperienze particolarmente dolorose o destabilizzanti:

  • lutti;
  • separazioni;
  • cambiamenti importanti;
  • difficoltà lavorative o economiche;
  • malattie;
  • periodi prolungati di stress;
  • esperienze di perdita o fallimento personale.

Non tutti gli eventi difficili portano necessariamente alla depressione e persone diverse possono reagire in modi differenti alla stessa situazione.

Ciò che assume un ruolo centrale è il significato che quell’esperienza viene ad avere per la persona.

Un fallimento, una perdita o un cambiamento possono essere vissuti come una difficoltà temporanea oppure come una conferma di un’immagine negativa di sé. È proprio questo livello di significato personale che diventa fondamentale nel percorso psicologico.

Comprendere la depressione: lo sguardo fenomenologico.

La prospettiva fenomenologica invita ad avvicinarsi alla depressione non soltanto chiedendosi “quali sintomi sono presenti?”, ma anche “come cambia il modo di vivere il mondo per questa persona?”.

Per Ludwig Binswanger, uno dei principali rappresentanti della psichiatria fenomenologica, la sofferenza psichica riguarda una modificazione del modo di essere-nel-mondo della persona. La depressione può quindi essere considerata una trasformazione globale dell’esperienza: cambia il rapporto con il tempo, con gli altri, con il proprio corpo e con le possibilità future.

Nella depressione il futuro può apparire chiuso, come se non contenesse più possibilità. Il presente può essere vissuto come immobile e il passato può diventare un luogo in cui cercare errori, colpe o occasioni perdute. In sostanza, non c’è più spazio per progettare e per progettarsi.

Eugenio Borgna ha dedicato molte riflessioni alla dimensione umana della sofferenza psichica, sottolineando l’importanza di avvicinarsi alla persona con ascolto e partecipazione. La depressione non è soltanto qualcosa che una persona “ha”: è un’esperienza che attraversa il suo modo di sentirsi viva, di percepirsi e di entrare in relazione.

Anche gli studi contemporanei di Giovanni Stanghellini hanno mostrato come la psicopatologia fenomenologica possa aiutare a comprendere i cambiamenti profondi dell’esperienza soggettiva, andando oltre una semplice classificazione dei sintomi.

Questo sguardo non sostituisce la valutazione clinica, ma permette di comprendere meglio ciò che i sintomi rappresentano nella vita concreta della persona.

La depressione e la costruzione dei significati personali:

Dal punto di vista costruttivista, l’essere umano non registra semplicemente la realtà, ma costruisce continuamente significati attraverso cui interpreta sé stesso e il mondo.

Secondo George Kelly, ogni persona sviluppa nel corso della propria vita un sistema di “costrutti personali”: modi relativamente stabili di comprendere gli eventi, le relazioni e la propria identità.

In alcune fasi della vita, questi sistemi possono entrare in crisi. Un’esperienza dolorosa può mettere in discussione il modo abituale con cui una persona aveva dato senso alla propria storia.

La depressione può allora essere letta anche come una condizione nella quale i vecchi significati non riescono più a sostenere l’esperienza presente, mentre nuovi modi di interpretare sé stessi devono ancora essere costruiti.

Il percorso di psicologia clinica diventa quindi uno spazio nel quale la persona può esplorare la propria storia, comprendere i significati che hanno guidato il suo modo di vivere e sviluppare nuove possibilità di relazione con sé stessa e con gli altri.

Quando chiedere aiuto per la depressione:

Chiedere un aiuto psicologico può essere importante quando la sofferenza emotiva diventa persistente, limita la vita quotidiana o porta la persona a sentirsi intrappolata in una condizione da cui non riesce più a uscire autonomamente.

Un percorso psicologico permette innanzitutto di dare un nome all’esperienza vissuta, comprendere ciò che sta accadendo e individuare risorse personali spesso rimaste nascoste dalla sofferenza.

Il sostegno psicologico può accompagnare la persona nella comprensione dei propri pensieri, emozioni e modalità relazionali, favorendo un processo di cambiamento che non riguarda soltanto il ritorno al funzionamento precedente, ma anche la possibilità di sviluppare una relazione più consapevole con sé stessi.

Nei casi in cui la sintomatologia sia particolarmente intensa, può essere utile anche una valutazione medica o psichiatrica, in un’ottica integrata e collaborativa.

Conclusione: guardare la depressione come un’esperienza da comprendere.

La depressione è una delle forme più profonde della sofferenza umana perché coinvolge non soltanto l’umore, ma il modo in cui una persona percepisce sé stessa, il proprio tempo e le proprie possibilità.

Comprenderla significa tenere insieme più livelli: quello clinico, necessario per riconoscere e trattare il disturbo; quello psicologico, che permette di esplorare pensieri, emozioni e relazioni; quello fenomenologico, che restituisce dignità all’esperienza soggettiva della persona.

Ogni depressione ha una storia. Dietro i sintomi esiste una persona con un percorso unico, con perdite, risorse, relazioni e significati personali.

Un percorso di sostegno psicologico può rappresentare uno spazio di ascolto e comprensione nel quale questa storia può essere raccontata e riletta, aprendo nuove possibilità di cambiamento e di cura.

Inizia oggi il tuo percorso di sostegno psicologico presso lo Studio Magis di Lecco.

Verrai seguito/a personalmente dal dr. Galbiati Andrea, fondatore e titolare dello studio.

 

 

© Articolo del dr. Galbiati Andrea | Studio Magis | Riproduzione Vietata