PSICOLOGIA CLINICA
PSICOLOGIA CLINICA
IL MIO APPROCCIO
LA RELAZIONE COME “MOTORE”
DI NUOVE POSSIBILITÀ
IL MIO APPROCCIO
LA RELAZIONE COME “MOTORE”
DI NUOVE POSSIBILITÀ
IL MIO APPROCCIO
LA RELAZIONE COME “MOTORE”
DI NUOVE POSSIBILITÀ
George Kelly
George Kelly
George Kelly
La mia esperienza
in campo sanitario
ha dato forma al mio
approccio e al mio
mindset (e viceversa)
Curare significa per me, prima di tutto, “prendersi cura” (to care) della persona e della relazione interpersonale, per promuovere benessere, senza concentrarsi unicamente sul problema dimenticandosi di tutto il resto. Tu non sei il tuo problema ma sei sempre di più, sei sempre oltre:
il tuo problema può diventare quindi l’occasione, il trampolino e il punto di partenza per iniziare a pensarti e a costruirti nella tua versione migliore.
Nel corso dei colloqui verrai accolto e ascoltato in modo non giudicante, con l’intento di aiutarti ad esprimere quello che vivi, che senti, che provi e che vuoi, per acquisire gradualmente una più ampia consapevolezza di te, e per rimettere in moto quel movimento che sta alla base di una condizione di benessere psicologico.
Creeremo uno spazio condiviso e interattivo in cui tu possa guardare le cose anche da una prospettiva diversa.
Non utilizzo risposte preconfezionate, né definizioni statiche o “etichette”: sei tu il vero esperto di te stesso e del tuo problema.
Nell’incontro, nella relazione e nel dialogo cercheremo di costruire insieme (co-costruiremo) nuove alternative nelle quali le dimensioni e i vissuti problematici che ti disturbano possano trovare sempre minore spazio.
La realtà in cui viviamo e con cui abbiamo a che fare ogni giorno, infatti, è tale perché l’abbiamo interpretata in un certo modo, anche se poi, spesso, finiamo per dimenticarci di averlo fatto, negandoci da soli l’opportunità di vedere altre soluzioni possibili.
Come scrive Irvin Yalom, MI PIACE PENSARE AL MIO LAVORO COME A UN VIAGGIO e ai miei pazienti come a compagni di questo viaggio (fellow travelers), dove non si hanno già in mano le risposte, ma - passo dopo passo - si sviluppano nuove domande, nuovi obiettivi e nuove strategie, per costruire la realtà in modo più funzionale e piacevole.
Il cambiamento è un percorso che richiede tempo, motivazione, pazienza, ascolto di sè, accettazione, non giudizio, e che attraverso il dialogo e l’interazione porta alla scoperta di nuovi modi di stare nel mondo, tanto con se stessi, quanto con gli altri.
Al centro ci sono la persona, il suo presente, la ricerca del suo benessere psichico, i suoi bisogni e le sue risorse personali da valorizzare.
L’obiettivo fondamentale è quello che tu possa ampliare il tuo “sguardo” e aumentare la tua capacità di scegliere e di auto-determinarti.
Il mio approccio è fenomenologico-costruttivista, bio-psico-sociale (olistico) e positivo.
Il primo passo non ti porta dove vuoi, ma ti toglie da dove sei: se vuoi, puoi fare questo passo verso un tuo possibile cambiamento.
La mia esperienza
in campo sanitario
ha dato forma al mio
approccio e al mio
mindset (e viceversa)
Curare significa per me, prima di tutto, “prendersi cura” (to care) della persona e della relazione interpersonale, per promuovere benessere, senza concentrarsi unicamente sul problema dimenticandosi di tutto il resto. Tu non sei il tuo problema ma sei sempre di più, sei sempre oltre:
il tuo problema può diventare quindi l’occasione, il trampolino e il punto di partenza per iniziare a pensarti e a costruirti nella tua versione migliore.
Nel corso dei colloqui verrai accolto e ascoltato in modo non giudicante, con l’intento di aiutarti ad esprimere quello che vivi, che senti, che provi e che vuoi, per acquisire gradualmente una più ampia consapevolezza di te, e per rimettere in moto quel movimento che sta alla base di una condizione di benessere psicologico.
Creeremo uno spazio condiviso e interattivo in cui tu possa guardare le cose anche da una prospettiva diversa.
Non utilizzo risposte preconfezionate, né definizioni statiche o “etichette”: sei tu il vero esperto di te stesso e del tuo problema.
Nell’incontro, nella relazione e nel dialogo cercheremo di costruire insieme (co-costruiremo) nuove alternative nelle quali le dimensioni e i vissuti problematici che ti disturbano possano trovare sempre minore spazio.
La realtà in cui viviamo e con cui abbiamo a che fare ogni giorno, infatti, è tale perché l’abbiamo interpretata in un certo modo, anche se poi, spesso, finiamo per dimenticarci di averlo fatto, negandoci da soli l’opportunità di vedere altre soluzioni possibili.
Come scrive Irvin Yalom, MI PIACE PENSARE AL MIO LAVORO COME A UN VIAGGIO e ai miei pazienti come a compagni di questo viaggio (fellow travelers), dove non si hanno già in mano le risposte, ma - passo dopo passo - si sviluppano nuove domande, nuovi obiettivi e nuove strategie, per costruire la realtà in modo più funzionale e piacevole.
Il cambiamento è un percorso che richiede tempo, motivazione, pazienza, ascolto di sè, accettazione, non giudizio, e che attraverso il dialogo e l’interazione porta alla scoperta di nuovi modi di stare nel mondo, tanto con se stessi, quanto con gli altri.
Al centro ci sono la persona, il suo presente, la ricerca del suo benessere psichico, i suoi bisogni e le sue risorse personali da valorizzare.
L’obiettivo fondamentale è quello che tu possa ampliare il tuo “sguardo” e aumentare la tua capacità di scegliere e di auto-determinarti.
Il mio approccio è fenomenologico-costruttivista, bio-psico-sociale (olistico) e positivo.
Il primo passo non ti porta dove vuoi, ma ti toglie da dove sei: se vuoi, puoi fare questo passo verso un tuo possibile cambiamento.
La mia esperienza
in campo sanitario
ha dato forma al mio
approccio e al mio
mindset (e viceversa)
Curare significa per me, prima di tutto, “prendersi cura” (to care) della persona e della relazione interpersonale, per promuovere benessere, senza concentrarsi unicamente sul problema dimenticandosi di tutto il resto. Tu non sei il tuo problema ma sei sempre di più, sei sempre oltre:
il tuo problema può diventare quindi l’occasione, il trampolino e il punto di partenza per iniziare a pensarti e a costruirti nella tua versione migliore.
Nel corso dei colloqui verrai accolto e ascoltato in modo non giudicante, con l’intento di aiutarti ad esprimere quello che vivi, che senti, che provi e che vuoi, per acquisire gradualmente una più ampia consapevolezza di te, e per rimettere in moto quel movimento che sta alla base di una condizione di benessere psicologico.
Creeremo uno spazio condiviso e interattivo in cui tu possa guardare le cose anche da una prospettiva diversa.
Non utilizzo risposte preconfezionate, né definizioni statiche o “etichette”: sei tu il vero esperto di te stesso e del tuo problema.
Nell’incontro, nella relazione e nel dialogo cercheremo di costruire insieme (co-costruiremo) nuove alternative nelle quali le dimensioni e i vissuti problematici che ti disturbano possano trovare sempre minore spazio.
La realtà in cui viviamo e con cui abbiamo a che fare ogni giorno, infatti, è tale perché l’abbiamo interpretata in un certo modo, anche se poi, spesso, finiamo per dimenticarci di averlo fatto, negandoci da soli l’opportunità di vedere altre soluzioni possibili.
Come scrive Irvin Yalom, MI PIACE PENSARE AL MIO LAVORO COME A UN VIAGGIO e ai miei pazienti come a compagni di questo viaggio (fellow travelers), dove non si hanno già in mano le risposte, ma - passo dopo passo - si sviluppano nuove domande, nuovi obiettivi e nuove strategie, per costruire la realtà in modo più funzionale e piacevole.
Il cambiamento è un percorso che richiede tempo, motivazione, pazienza, ascolto di sè, accettazione, non giudizio, e che attraverso il dialogo e l’interazione porta alla scoperta di nuovi modi di stare nel mondo, tanto con se stessi, quanto con gli altri.
Al centro ci sono la persona, il suo presente, la ricerca del suo benessere psichico, i suoi bisogni e le sue risorse personali da valorizzare.
L’obiettivo fondamentale è quello che tu possa ampliare il tuo “sguardo” e
aumentare la tua capacità di scegliere
e di auto-determinarti.
Il mio approccio è fenomenologico-costruttivista, bio-psico-sociale (olistico) e positivo.
Il primo passo non ti porta dove vuoi, ma ti toglie da dove sei: se vuoi, puoi fare questo passo verso un tuo possibile cambiamento.
La mia esperienza
in campo sanitario
ha dato forma al mio
approccio e al mio
mindset (e viceversa)
Curare significa per me, prima di tutto, “prendersi cura” (to care) della persona e della relazione interpersonale, per promuovere benessere, senza concentrarsi unicamente sul problema dimenticandosi di tutto il resto.
Tu non sei il tuo problema
ma sei sempre di più, sei sempre oltre:
il tuo problema può diventare quindi l’occasione, il trampolino
e il punto di partenza per iniziare a pensarti e a costruirti nella tua
versione migliore.
Nel corso dei colloqui verrai accolto e ascoltato in modo non giudicante, con l’intento di aiutarti ad esprimere quello che vivi, che senti, che provi e che vuoi, per acquisire gradualmente una più ampia consapevolezza di te, e per rimettere in moto quel movimento che sta alla base di una condizione di benessere psicologico.
Creeremo uno spazio condiviso e interattivo in cui tu possa guardare le cose anche da una prospettiva diversa.
Non utilizzo risposte preconfezionate, né definizioni statiche o “etichette”: sei tu il vero esperto di te stesso e del tuo problema.
Nell’incontro, nella relazione e nel dialogo cercheremo di costruire insieme (co-costruiremo) nuove alternative nelle quali le dimensioni e i vissuti problematici che ti disturbano possano trovare sempre minore spazio.
La realtà in cui viviamo e con cui abbiamo a che fare ogni giorno, infatti, è tale perché l’abbiamo interpretata in un certo modo, anche se poi, spesso, finiamo per dimenticarci di averlo fatto, negandoci da soli l’opportunità di vedere altre soluzioni possibili.
Come scrive Irvin Yalom, MI PIACE PENSARE AL MIO LAVORO COME A UN VIAGGIO e ai miei pazienti come a compagni di questo viaggio (fellow travelers), dove non si hanno già in mano le risposte, ma - passo dopo passo - si sviluppano nuove domande, nuovi obiettivi e nuove strategie, per costruire la realtà in modo più funzionale e piacevole.
Il cambiamento è un percorso che richiede tempo, motivazione, pazienza, ascolto di sè, accettazione, non giudizio, e che attraverso il dialogo e l’interazione porta alla scoperta di nuovi modi di stare nel mondo, tanto con se stessi, quanto con gli altri.
Al centro ci sono la persona, il suo presente, la ricerca del suo benessere psichico, i suoi bisogni e le sue risorse personali da valorizzare.
L’obiettivo fondamentale è quello che tu possa ampliare il tuo “sguardo” e
aumentare la tua capacità di scegliere
e di auto-determinarti.
Il mio approccio è fenomenologico-costruttivista, bio-psico-sociale (olistico) e positivo.
Il primo passo non ti porta dove vuoi, ma ti toglie da dove sei: se vuoi, puoi fare questo passo verso un tuo possibile cambiamento.
IL FUTURO NON SI SUBISCE
SI COSTRUISCE
IL FUTURO NON SI SUBISCE
SI COSTRUISCE
IL FUTURO NON SI SUBISCE
SI COSTRUISCE
MODUS OPERANDI
COME LAVORO?
MODUS OPERANDI
COME LAVORO?
MODUS OPERANDI
COME LAVORO?
W. von Goethe
W. von Goethe
W. von Goethe
(1)
PRESENTAZIONE E ANALISI PRELIMINARI DELLA DOMANDA
Il percorso prende avvio con un colloquio telefonico informativo di presentazione reciproca, finalizzato a un primo inquadramento della tua richiesta e delle esigenze che la caratterizzano.
(2)
ASSESSMENT
Colloquio approfondito, in presenza o online, dedicato alla valutazione (assessment), alla definizione degli obiettivi (goal setting) e alla pianificazione condivisa del percorso (shared work planning), in un’ottica di chiarezza e co-costruzione del lavoro.
(3)
INTERVENTO
Avvio di un ciclo strutturato di incontri, che può includere sostegno psicologico, counseling psicologico, orientamento e altri interventi mirati, in funzione degli obiettivi definiti e dei bisogni emersi.
(4)
MONITORAGGIO E VERIFICA
Al termine di ogni ciclo di incontri, è prevista una fase di monitoraggio e verifica dell’andamento del percorso, per valutare insieme se il lavoro può considerarsi concluso o se sia opportuno proseguire con un ulteriore ciclo di colloqui.
(5)
CONCLUSIONE
Conclusione del percorso
e condivisione dei risultati raggiunti.
(1)
PRESENTAZIONE E ANALISI PRELIMINARI DELLA DOMANDA
Il percorso prende avvio con un colloquio telefonico informativo di presentazione reciproca, finalizzato a un primo inquadramento della tua richiesta e delle esigenze che la caratterizzano.
(2)
ASSESSMENT
Colloquio approfondito, in presenza o online, dedicato alla valutazione (assessment), alla definizione degli obiettivi (goal setting) e alla pianificazione condivisa del percorso (shared work planning), in un’ottica di chiarezza e co-costruzione del lavoro.
(3)
INTERVENTO
Avvio di un ciclo strutturato di incontri, che può includere sostegno psicologico, counseling psicologico, orientamento e altri interventi mirati, in funzione degli obiettivi definiti e dei bisogni emersi.
(4)
MONITORAGGIO E VERIFICA
Al termine di ogni ciclo di incontri, è prevista una fase di monitoraggio e verifica dell’andamento del percorso, per valutare insieme se il lavoro può considerarsi concluso o se sia opportuno proseguire con un ulteriore ciclo di colloqui.
(1)
PRESENTAZIONE E ANALISI PRELIMINARI DELLA DOMANDA
Il percorso prende avvio con un colloquio telefonico informativo di presentazione reciproca, finalizzato a un primo inquadramento della tua richiesta e delle esigenze che la caratterizzano.
(2)
ASSESSMENT
Colloquio approfondito, in presenza o online, dedicato alla valutazione (assessment), alla definizione degli obiettivi (goal setting) e alla pianificazione condivisa del percorso (shared work planning), in un’ottica di chiarezza e co-costruzione del lavoro.
(3)
INTERVENTO
Avvio di un ciclo strutturato di incontri, che può includere sostegno psicologico, counseling psicologico, orientamento e altri interventi mirati, in funzione degli obiettivi definiti e dei bisogni emersi.
(4)
MONITORAGGIO E VERIFICA
Al termine di ogni ciclo di incontri, è prevista una fase di monitoraggio e verifica dell’andamento del percorso, per valutare insieme se il lavoro può considerarsi concluso o se sia opportuno proseguire con un ulteriore ciclo di colloqui.
(5)
CONCLUSIONE
Conclusione del percorso
e condivisione dei risultati raggiunti.
AREE DI INTERVENTO
AREE DI INTERVENTO
AREE DI INTERVENTO
Lo Studio Magis di Lecco offre consulenza e sostegno psicologico per aiutare il paziente a gestire ansia, depressione e disturbi dell’umore, stress emotivo e lavorativo (burnout), panico, difficoltà relazionali, fasi di transizione (lutto, separazione, crisi di coppia), problemi di autostima, rabbia, problematiche psicologiche a seguito di eventi traumatici, caregiver burden
Lo Studio Magis di Lecco offre consulenza e sostegno psicologico per aiutare il paziente a gestire ansia, depressione e disturbi dell’umore, stress emotivo e lavorativo (burnout), panico, difficoltà relazionali, fasi di transizione (lutto, separazione, crisi di coppia), problemi di autostima, rabbia, problematiche psicologiche a seguito di eventi traumatici, caregiver burden
Lo Studio Magis di Lecco offre consulenza e sostegno psicologico per aiutare il paziente a gestire ansia, depressione e disturbi dell’umore, stress emotivo e lavorativo (burnout), panico, difficoltà relazionali, fasi di transizione (lutto, separazione, crisi di coppia), problemi di autostima, rabbia, problematiche psicologiche a seguito di eventi traumatici, caregiver burden