La letteratura sperimentale è chiara: la fatica mentale può ridurre la performance di endurance aumentando la percezione dello sforzo, anche in assenza di modifiche fisiologiche significative.
Stress competitivo, pressione di risultato, sovraccarico attentivo, richieste decisionali continue e non solo: tutto questo contribuisce alla mental fatigue.
Quando la fatica mentale aumenta, l’RPE cresce più rapidamente.
Se l’RPE cresce più rapidamente, la percezione della sostenibilità della performance si riduce.
L’effetto principale è un calo della performance fisica, oltre che cognitiva, tecnica (e tattica).
A livello top, questo significa perdere secondi.
E nei contesti élite, i secondi decidono carriere.
Numerosi studi indicano tuttavia che è possibile intervenire sulla tolleranza alla fatica mentale e sulla regolazione decisionale sotto carico.